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L’amica

L’AMICA

(Racconto per il concorso “300 Parole Per Un Incubo”, 2003 – edizione 2)

– Oggi pulizie! – aveva pensato Marina, appena bevuto il caffè quella mattina.
Così aveva subito cominciato a rassettar casa. Aveva spolverato, spazzato, acceso la lucidatrice, quando le parve di sentire lo squillo del telefono. Tese l’orecchio: nulla.
Dopo un po’ di nuovo sentì il telefono, spense la lucidatrice e questa volta squillava davvero. Rispose sollevando al volo la cornetta.
– Pronto?
– Ciao Marina!… Indovina chi sono?
La voce femminile all’altro capo del telefono era molto lontana e disturbata.
– Mmmm… Chi…?
– Tonta! Sono io, Alessia!
– Ale! Ciao!… Tonta sarai tu!… E pure sparita! Non ti sento da un mese!
– Sono partita all’improvviso, per il lavoro…
– Pazza… Di che si tratta?
– Magari ti dico un’altra volta… Volevo sapere di te… Dimmi, stai uscendo ancora con Luca?
– Qualcosa di più… Mi ha invitata per il weekend in campagna da lui…
– Dai? Chissà come c’è rimasta Luisa!
– Sono tre settimane che non mi rivolge la parola!
Risate.
– Dimmi… Con Matteo come vanno le cose?
– Insomma… Non voleva che partissi… Alla fine ha dovuto farsene una ragione, col tempo l’accetterà…
– Mi dici dove sei?
La voce di Alessia era sempre più disturbata.
– Senti ora devo chiudere, ti richiamo appena posso… Ciao bella, ti voglio bene…
– Ale… Vabbè… Ciao cara, a presto…
Marina riattaccò lemme, ma sorrideva. Riaccese la lucidatrice. Scostò il divano, ma all’improvviso si fermò, paralizzata.
La sera prima era stanchissima, non voleva scocciature.
Lo spinotto del telefono non l’aveva ancora riattaccato.

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